Gianluca Ius: il rilancio dell’Ancona e la verità su come andò a Foligno

Gianluca Ius è tornato a occuparsi di calcio e vuole ripartire da Ancona. Dopo l’esperienza alla guida del Foligno Calcio del 2016 e, forte della recente archiviazione nell’ambito del processo su Mafia Capitale, che ha trasformato in un nulla di fatto le accuse a lui rivolte, torna alla carica per il rilancio di una squadra che non ha mai nascosto di amare.

A tal fine, Ius ha illustrato ad alcuni organi di stampa i punti cardine del suo progetto imprenditoriale, che prevede un investimento complessivo di 1,5 milioni di euro e il risanamento del debito della società di calcio, in più anni, con l’aiuto imprescindibile dell’imprenditoria locale che, secondo il manager romano, dovrebbe contribuire “non necessariamente” per via economica, ma bensì impedendo che la squadra sia lasciata a se stessa e abbandonata da tutti.

A proposito della conclusione dell’esperienza a Foligno, in risposta a una certa diffidenza nei suoi confronti, Ius fa chiarezza su come andarono i fatti: quando la squadra venne esclusa dal campionato di Serie D per via di un’interdittiva antimafia, ciò non avvenne per responsabilità imputabili allo stesso Ius ma, bensì, a seguito del fatto che l’allora titolare delle quote della società non aveva mai richiesto la riabilitazione nonostante avesse ricevuto un provvedimento di sorveglianza speciale all’inizio degli Anni Duemila. Un fatto di cui lo stesso Ius era all’oscuro e che ha contribuito alla sua uscita di scena nel dicembre 2016.